Il dott. Gian Antonio Stella su "Sette" il Magazine del Corriere della Sera parla del post sul confronto tra i costi della differenziata: Raccolta Rifiuti Urbani, Nord vs Sud: Falerna (CZ) - Cesiomaggiore (BL)
23 agosto 2015
5 agosto 2015
Raccolta Rifiuti Urbani, Nord vs Sud: Falerna (CZ) - Cesiomaggiore (BL)
Falerna: potremmo pagare di meno per la raccolta rifiuti? Forse si, a patto di avere un'amministrazione che abbia una visione che vada oltre il semplice incasso della TARI ed il relativo bando di gara con cui viene appaltata la gestione (che sembra l'unica cosa che interessi realmente).
Nel 2015 tra i comuni premiati da Legambiente per la gestione e raccolta rifiuti c'è Cesiomaggiore (BL), stessi abitanti di Falerna, territorialmente un po più esteso (questo farebbe lievitare il costo della raccolta), qualche turista in meno (e meno rifiuti prodotti) ma non tanti dato che è nel Parco Nazionale Dolomiti Bellunesi (questo bilancia in parte l'estensione maggiore).
Cesiomaggiore ha una gestione molto efficiente della raccolta differenziata, la tariffa base prevede un numero massimo di indifferenziato che viene raccolto senza pagare nulla oltre la tariffa: se però l'utente esce fuori dai parametri fissati dal comune scattano le maggiorazioni ed ogni conferimento indifferenziato di bidoni domestici si paga a parte: es. una famiglia di 2 persone ha un plafond annuo di 15 bidoni da 50lt di indifferenziata compreso nella tariffa base, se la famiglia fa male la differenziata e produce troppa indifferenziata pagherà 3,00€ per ogni bidone da 50lt ritirato dai netturbini eccedente i 15.
Inoltre il monitoraggio puntuale della differenziata (codice a barre sui sacchetti vetro, plastica carta ecc.) permette di evitare comportamenti scorretti dei cittadini come ad esempio gettare i rifiuti per strada o nei comuni vicini: se un nucleo familiare residente non produce ne indifferenziata e nemmeno differenziata potrebbero scattare i controlli della polizia municipale.
Ecco il confronto della gestione/costo TARI di Cesiomaggiore rispetto a Falerna:
Nel 2015 tra i comuni premiati da Legambiente per la gestione e raccolta rifiuti c'è Cesiomaggiore (BL), stessi abitanti di Falerna, territorialmente un po più esteso (questo farebbe lievitare il costo della raccolta), qualche turista in meno (e meno rifiuti prodotti) ma non tanti dato che è nel Parco Nazionale Dolomiti Bellunesi (questo bilancia in parte l'estensione maggiore).
Cesiomaggiore ha una gestione molto efficiente della raccolta differenziata, la tariffa base prevede un numero massimo di indifferenziato che viene raccolto senza pagare nulla oltre la tariffa: se però l'utente esce fuori dai parametri fissati dal comune scattano le maggiorazioni ed ogni conferimento indifferenziato di bidoni domestici si paga a parte: es. una famiglia di 2 persone ha un plafond annuo di 15 bidoni da 50lt di indifferenziata compreso nella tariffa base, se la famiglia fa male la differenziata e produce troppa indifferenziata pagherà 3,00€ per ogni bidone da 50lt ritirato dai netturbini eccedente i 15.
Inoltre il monitoraggio puntuale della differenziata (codice a barre sui sacchetti vetro, plastica carta ecc.) permette di evitare comportamenti scorretti dei cittadini come ad esempio gettare i rifiuti per strada o nei comuni vicini: se un nucleo familiare residente non produce ne indifferenziata e nemmeno differenziata potrebbero scattare i controlli della polizia municipale.
Ecco il confronto della gestione/costo TARI di Cesiomaggiore rispetto a Falerna:
- Nel 2015 Cesiomaggiore riesce a coprire il 100% del costo raccolta rifiuti (99,68% dicono nella delibera) con appena € 314.000,00 mentre Falerna ha bisogno di € 853.798,62 (+171,91%)
- Nel 2013 produce 1.130,83t di rifiuti, Falerna 1.366,310t (+20,82%)
- Nel 2013 ha una percentuale di differenziata del 77,59% Falerna 23,62%
- A Cesiomaggiore una famiglia di 2 persone che vive in 100mq di casa paga € 135,45/anno di TARI, a Falerna € 203,81 (+50,47%)
- A Cesiomaggiore il proprietario di un ristorante/Pizzeria da 300mq paga € 1.334,55/anno di TARI a Falerna € 4.531,72 (+239,57%)
Con quanto paghiamo in più rispetto a Cesiomaggiore (539.798,62€) mi aspetterei un po più di impegno nella gestione della TARI da chi ci amministra, troppo facile scaricare sui cittadini tutte le colpe ed i relativi costi.
Ecco i dati a base del confronto.
1) Comune di Cesiomaggiore (terzo classificato "Comuni Ricicloni 2015 di Legambiente")
Regione Veneto - Provincia Belluno (BL)
Abitanti (Istat 01.05.2015): 4.115
Densità per Kmq: 50,1
Superficie: 82,17 Kmq (Dolomiti, turismo montano)
Rifiuti Urbani prodotti nel 2013 (t): 1.130,83 (di cui differenziati t 877,441)
Raccolta differenziata 2013 (ISPRA): 77,59%, nel 2014 dati non ufficiali 78,27%
Produzione pro-capite di rifiuti 2013 kg/anno: 274,81 (di cui differenziati 213,23)
Ecco i dati a base del confronto.
1) Comune di Cesiomaggiore (terzo classificato "Comuni Ricicloni 2015 di Legambiente")
Regione Veneto - Provincia Belluno (BL)
Abitanti (Istat 01.05.2015): 4.115
Densità per Kmq: 50,1
Superficie: 82,17 Kmq (Dolomiti, turismo montano)
Rifiuti Urbani prodotti nel 2013 (t): 1.130,83 (di cui differenziati t 877,441)
Raccolta differenziata 2013 (ISPRA): 77,59%, nel 2014 dati non ufficiali 78,27%
Produzione pro-capite di rifiuti 2013 kg/anno: 274,81 (di cui differenziati 213,23)
Il piano(finanziario) dei costi totali per la raccolta rifiuti di Cesiomaggiore è: € 314.000,00
Simulazione tariffa TARI 2015:
Tariffa abitazione 80mq, 2 componenti nucleo familiare: € 135,45
Tariffa abitazione 100mq, 3 componenti nucleo familiare: € 160,65
Tariffa abitazione 150mq, 4 componenti nucleo familiare: € 185,33
Simulazione tariffa TARI non domestica 2015:
Pizzeria/ristorante 300mq: € 1.334,55
Bar/pasticceria 250mq: € 1.120,88
2) Comune di Falerna
Regione Calabria - Provincia Catanzaro (CZ)
Abitanti (Istat 01.05.2015): 4.071
Densità per Kmq: 170,7
Superficie: 23,85 Kmq (vs Cesiomaggiore -70,97%) (Tirreno, turismo balneare)
Rifiuti Urbani prodotti nel 2013 (t): 1.366,310 (di cui differenziati t 322,690) (rifiuti in eccesso prodotti vs Cesiomaggiore: +20,82%)
Raccolta differenziata 2013 (ISPRA): 23,62% (vs Cesiomaggiore -53,97%), nel 2014 parziale non ufficiale 39,67%
Produzione pro-capite di rifiuti 2013 kg/anno: 335,62 (di cui differenziati 79,27)
Il piano(finanziario) dei costi totali per la raccolta rifiuti di Falerna è: € 853.798,62 (maggiorazione rispetto a Cesiomaggiore: +171,91%)Simulazione tariffa TARI 2015:
Tariffa abitazione 80mq, 2 componenti nucleo familiare: € 135,45
Tariffa abitazione 100mq, 3 componenti nucleo familiare: € 160,65
Tariffa abitazione 150mq, 4 componenti nucleo familiare: € 185,33
Simulazione tariffa TARI non domestica 2015:
Pizzeria/ristorante 300mq: € 1.334,55
Bar/pasticceria 250mq: € 1.120,88
2) Comune di Falerna
Regione Calabria - Provincia Catanzaro (CZ)
Abitanti (Istat 01.05.2015): 4.071
Densità per Kmq: 170,7
Superficie: 23,85 Kmq (vs Cesiomaggiore -70,97%) (Tirreno, turismo balneare)
Rifiuti Urbani prodotti nel 2013 (t): 1.366,310 (di cui differenziati t 322,690) (rifiuti in eccesso prodotti vs Cesiomaggiore: +20,82%)
Raccolta differenziata 2013 (ISPRA): 23,62% (vs Cesiomaggiore -53,97%), nel 2014 parziale non ufficiale 39,67%
Produzione pro-capite di rifiuti 2013 kg/anno: 335,62 (di cui differenziati 79,27)
Simulazione tariffa TARI:
Tariffa abitazione 80mq, 2 componenti nucleo familiare: € 203,81 (maggiorazione rispetto a Cesiomaggiore: +50,47%)
Tariffa abitazione 100mq, 3 componenti nucleo familiare: € 221,81 (maggiorazione rispetto a Cesiomaggiore: +38,07%)
Tariffa abitazione 150mq, 4 componenti nucleo familiare: € 295,31 (maggiorazione rispetto a Cesiomaggiore: +59,34%)
Simulazione tariffa TARI non domestica:
Pizzeria/ristorante 300mq: € 4.531,72 (maggiorazione rispetto a Cesiomaggiore: +239,57%)
Bar/pasticceria 250mq: € 2.983,60 (maggiorazione rispetto a Cesiomaggiore: +166,18%)
13 giugno 2015
La Calabria è la regione più povera d'Italia ma è quella con le tasse più alte
Dai dati pubblicati dal Ministero delle Finanze sulle dichiarazioni dei redditi relative all'anno 2013 la Calabria risulta essere l'ultima regione d'Italia per reddito medio irpef imponibile ma la quarta per addizionale regionale da pagare, ed ha il peggior rapporto redditto imponibile-tasse dovute.
Per fare un paragone con il Veneto: i veneti dichiarano in media il 15% in più dei calabresi ma pagano il 30% in meno di tasse regionali.
E pensare che Oliverio era contento perché non le aveva aumentate ulteriormente.
Per fare un paragone con il Veneto: i veneti dichiarano in media il 15% in più dei calabresi ma pagano il 30% in meno di tasse regionali.
E pensare che Oliverio era contento perché non le aveva aumentate ulteriormente.
15 novembre 2014
La Calabria "risana" la sanità a suon di tasse e con i fondi per le aree sottosviluppate
In Calabria in questi ultimi giorni di campagna elettorale abbiamo assistito ad indecenti passerelle di ministri ed ex governatori regionali tutti a vantarsi di aver risanato la sanità regionale, che grazie a loro sarà sbloccato il turn over, che i conti sono a posto, che saranno assunti 400 unità di personale, ma la definizione di “risanamento” per il ministro Lorenzin e per Peppe dj&co. è alquanto singolare, perché “risanare” per loro vuol dire questo:
1) la Corte dei conti dice che:
“Sulla base delle analisi condotte in relazione al debito 2007 non coperto, al disavanzo 2008 e 2009, al risultato di gestione 2011 e 2012, è stato stimato il permanere di un debito non coperto di 200,166 mln di euro, scontando le risorse FAS per 578 mln di euro”…” la necessità di risanamento del settore sanitario ha determinato non solo il progressivo incremento dell’imposizione fiscale, ma anche il costante utilizzo, al fine di individuare idonei strumenti di copertura del debito, di risorse non propriamente a ciò destinate, in particolare, con le risorse derivanti dal Fondo per le aree sottoutilizzate (FAS), così finendo per distrarle dalla loro naturale destinazione agli investimenti.” …” Dall'esame dei prospetti che seguono si rende evidente, per tutti gli anni considerati, l’insufficienza delle misure fiscali aggiuntive destinate alla copertura del disavanzo.”…”(si ricorda inoltre l’accesso al dl.35 che altro non è un mutuo per la copertura di debiti che la Calabria ha utilizzato per pagare parte dei debiti sanitari).
2) la necessità di risanamento del settore sanitario ha determinato il progressivo incremento dell’imposizione fiscale:
a) aliquota addizionale irpef più alta d’Italia: 2,03% senza fasce di reddito quando la Lombardia applica 1,23% (quindi quasi la metà) per redditi fino a 15.000
b) aliquota irap ordinaria più alta d’italia al 4,97% (Lombardia 3,90%)
c) accisa addizionale di 3 centesimi€ su tutti i carburanti (quindi paghiamo diesel e benzina più cari d’italia)
Quindi i nostri eroi per “risanare” i debiti sanitari hanno usato i soldi che erano destinati alle famiglie bisognose, al turismo, ai trasporti, all'ambiente e alle aziende (FONDI FAS), hanno aumentato al massimo tutte le tasse regionali, e alla fine ancora 200 milioni di debiti ci sono e come se non bastasse tutti gli aumenti delle tasse non riescono a coprire le spese (NB la spesa sanitaria è ricominciata a crescere dal 2011 quindi nemmeno sono stati in grado di tagliare parte della spesa stessa).
Ora se volete potete ringraziare Peppe (e tutti gli altri avvoltoi arrivati in Calabria nell'ultimo mese) per aver """risanato""" la sanità.
1) la Corte dei conti dice che:
“Sulla base delle analisi condotte in relazione al debito 2007 non coperto, al disavanzo 2008 e 2009, al risultato di gestione 2011 e 2012, è stato stimato il permanere di un debito non coperto di 200,166 mln di euro, scontando le risorse FAS per 578 mln di euro”…” la necessità di risanamento del settore sanitario ha determinato non solo il progressivo incremento dell’imposizione fiscale, ma anche il costante utilizzo, al fine di individuare idonei strumenti di copertura del debito, di risorse non propriamente a ciò destinate, in particolare, con le risorse derivanti dal Fondo per le aree sottoutilizzate (FAS), così finendo per distrarle dalla loro naturale destinazione agli investimenti.” …” Dall'esame dei prospetti che seguono si rende evidente, per tutti gli anni considerati, l’insufficienza delle misure fiscali aggiuntive destinate alla copertura del disavanzo.”…”(si ricorda inoltre l’accesso al dl.35 che altro non è un mutuo per la copertura di debiti che la Calabria ha utilizzato per pagare parte dei debiti sanitari).
2) la necessità di risanamento del settore sanitario ha determinato il progressivo incremento dell’imposizione fiscale:
a) aliquota addizionale irpef più alta d’Italia: 2,03% senza fasce di reddito quando la Lombardia applica 1,23% (quindi quasi la metà) per redditi fino a 15.000
b) aliquota irap ordinaria più alta d’italia al 4,97% (Lombardia 3,90%)
c) accisa addizionale di 3 centesimi€ su tutti i carburanti (quindi paghiamo diesel e benzina più cari d’italia)
Quindi i nostri eroi per “risanare” i debiti sanitari hanno usato i soldi che erano destinati alle famiglie bisognose, al turismo, ai trasporti, all'ambiente e alle aziende (FONDI FAS), hanno aumentato al massimo tutte le tasse regionali, e alla fine ancora 200 milioni di debiti ci sono e come se non bastasse tutti gli aumenti delle tasse non riescono a coprire le spese (NB la spesa sanitaria è ricominciata a crescere dal 2011 quindi nemmeno sono stati in grado di tagliare parte della spesa stessa).
Ora se volete potete ringraziare Peppe (e tutti gli altri avvoltoi arrivati in Calabria nell'ultimo mese) per aver """risanato""" la sanità.
NB: Le risorse del PAR Calabria FAS 2007-2013, che ammontavano 1.771.847.388 euro (Delibera CIPE n. 166/2007), andavano così a rafforzare la dotazione finanziaria complessiva per l’attuazione degli obiettivi, delle strategie e delle Linee di Azione del POR FESR, intervenendo soprattutto sui seguenti quattro Assi Prioritari sui quali si concentra il 69% delle risorse del Programma Attuativo:
- Asse Prioritario 3 – Ambiente (45% del totale delle risorse).
- Asse Prioritario 4 – Qualità della Vita e Inclusione Sociale (11% del totale delle risorse).
- Asse Prioritario 6 – Reti e Collegamenti per la Mobilità (30% del totale delle risorse).
- Asse Prioritario 8 – Città, Aree Urbane e Sistemi Territoriali (10% del totale delle risorse).
1 settembre 2014
Regione Calabria Gestione Commissariale della sanità: un fallimento totale sulle spalle dei cittadini e dei pazienti calabresi.
Quanto di seguito è un estratto del capitolo dedicato alla gestione commissariale della Sanità contenuto nel giudizio di parifica 2013 della corte dei conti sez. Calabria:
Al fine di garantire l’erogazione delle prestazioni sanitarie comprese nei LEA (Livelli Essenziali di Assistenza) e per assicurare il risanamento, il riequilibrio economico-finanziario e la riorganizzazione del sistema sanitario, la Regione Calabria è stata interessata sin dal 2007 da una massiccia azione di riallineamento dei dati economico-finanziari in materia, tramite la ricognizione dello stato dei conti e la conseguenziale predisposizione dei Piani di rientro (oltre un miliardo prima delle coperture)
Con riferimento alla situazione attuale, e in particolare prendendo in considerazione il periodo 2009-2013, da quanto risultante dalla riunione dell’ultimo tavolo interistituzionale del 4 aprile 2014 (convocata per la valutazione del risultato d’esercizio 2013), emerge un quadro che, seppur in miglioramento rispetto ai valori precedentemente registrati, si conferma essere ancora in una condizione di criticità.
Da ultimo, ad integrazione di quanto sinora esposto, appare utile richiamare le risultanze della “Relazione sulla verifica in materia di scostamenti dagli obiettivi di finanza pubblica” resa dal Ministero dell’Economia e delle Finanze – Dipartimento della Ragioneria Generale dello Stato – Ispettorato Generale di Finanza in data 17 febbraio 2014, di cui è stata resa edotta la presente Sezione ormai a conclusione della suddetta istruttoria. Invero, una volta considerato che la sanità rappresenta la principale voce di spesa all’interno del bilancio regionale, pur essendo esclusa dalle categorie di spesa rilevanti ai fini del Patto di stabilità interno, dalla stessa è emerso che, relativamente al periodo 2008/2012, la spesa sanitaria ha avuto una crescita del 7,64%, a livello di impegni in conto competenza, e del 7,78%, a livello di pagamenti, e che, nel complesso del quinquennio di riferimento, la sanità ha assorbito una media del 68,49% delle risorse liquide riscosse dalla Regione, afferenti alle entrate finali, mentre la media quinquennale sulle entrate finali accertate è stata del 63,83%.
Come ampiamente dimostrato con le evidenze contabili in questa sede illustrate, la necessità di risanamento del settore sanitario ha determinato non solo il progressivo incremento dell’imposizione fiscale, misura come visto risultata di per sé insufficiente ove atomisticamente considerata, ma anche il costante utilizzo, al fine di individuare idonei strumenti di copertura del debito, di risorse non propriamente a ciò destinate, come è avvenuto, in particolare, con le risorse derivanti dal Fondo per le aree sottoutilizzate (FAS), così finendo per distrarle dalla loro naturale destinazione agli investimenti. (FAS = Strumento di finanziamento del governo italiano avente come finalità principale la realizzazione di interventi in aree particolari, al fine di favorire la ripresa della competitività e della produttività nelle aree obiettivo)
Pertanto, occorre riscontrare che, allo stato dei fatti, la grave situazione dei conti sanitari, non trovando sufficiente copertura nelle risorse propriamente a ciò destinate, di per sé determinanti un aggravio del carico fiscale sui contribuenti, ha prodotto e continua a produrre conseguenze negative sul bilancio regionale, sia in termini di peggioramento generale degli equilibri, che, mediatamente, con la distrazione di risorse dai settori di loro naturale destinazione.
Con riferimento alla situazione attuale, e in particolare prendendo in considerazione il periodo 2009-2013, da quanto risultante dalla riunione dell’ultimo tavolo interistituzionale del 4 aprile 2014 (convocata per la valutazione del risultato d’esercizio 2013), emerge un quadro che, seppur in miglioramento rispetto ai valori precedentemente registrati, si conferma essere ancora in una condizione di criticità.
Da ultimo, ad integrazione di quanto sinora esposto, appare utile richiamare le risultanze della “Relazione sulla verifica in materia di scostamenti dagli obiettivi di finanza pubblica” resa dal Ministero dell’Economia e delle Finanze – Dipartimento della Ragioneria Generale dello Stato – Ispettorato Generale di Finanza in data 17 febbraio 2014, di cui è stata resa edotta la presente Sezione ormai a conclusione della suddetta istruttoria. Invero, una volta considerato che la sanità rappresenta la principale voce di spesa all’interno del bilancio regionale, pur essendo esclusa dalle categorie di spesa rilevanti ai fini del Patto di stabilità interno, dalla stessa è emerso che, relativamente al periodo 2008/2012, la spesa sanitaria ha avuto una crescita del 7,64%, a livello di impegni in conto competenza, e del 7,78%, a livello di pagamenti, e che, nel complesso del quinquennio di riferimento, la sanità ha assorbito una media del 68,49% delle risorse liquide riscosse dalla Regione, afferenti alle entrate finali, mentre la media quinquennale sulle entrate finali accertate è stata del 63,83%.
Come ampiamente dimostrato con le evidenze contabili in questa sede illustrate, la necessità di risanamento del settore sanitario ha determinato non solo il progressivo incremento dell’imposizione fiscale, misura come visto risultata di per sé insufficiente ove atomisticamente considerata, ma anche il costante utilizzo, al fine di individuare idonei strumenti di copertura del debito, di risorse non propriamente a ciò destinate, come è avvenuto, in particolare, con le risorse derivanti dal Fondo per le aree sottoutilizzate (FAS), così finendo per distrarle dalla loro naturale destinazione agli investimenti. (FAS = Strumento di finanziamento del governo italiano avente come finalità principale la realizzazione di interventi in aree particolari, al fine di favorire la ripresa della competitività e della produttività nelle aree obiettivo)
Pertanto, occorre riscontrare che, allo stato dei fatti, la grave situazione dei conti sanitari, non trovando sufficiente copertura nelle risorse propriamente a ciò destinate, di per sé determinanti un aggravio del carico fiscale sui contribuenti, ha prodotto e continua a produrre conseguenze negative sul bilancio regionale, sia in termini di peggioramento generale degli equilibri, che, mediatamente, con la distrazione di risorse dai settori di loro naturale destinazione.
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